Le norme CEI e i grandi concerti : uso dei cavi H07RN-F, 1
Sono in uso nell’installazione degli impianti video-audio e di illuminazione dei grandi concerti cavi del tipo H07RN-F un po’ di tutte le sezioni fina a 240 mm2.
Tali cavi sono per posa mobile. La temperatura di funzionamento è per tale tipo di posa è di 60 °C. Se usati per posa fissa la loro temperatura di funzionamento risulterebbe superiore ( 85 C° ? ). Nel caso di cavi a servizio di uno spettacolo itinerante a che temperatura di funzionamento si deve fare riferimento ? Notiamo che spesso ci si riferisce a quest'ultima.
E’ giusto, prudentemente, riferirsi alla temperatura di riferimento di soli 60° per tener conto del fatto che tali cavi vengono ogni qualche giorno posati e rimossi e forse un po’ maltrattati? per tener conto che si tratta di luoghi a maggior rischio in caso di incendio ?
Al momento non siamo in grado di dire se le Norme CEI abbiano già affrontato questa delicata questione, ma non ci pare. D’altra parte le norme tecniche non copriranno mai esaustivamente la varietà dei casi che nella pratica si possono presentare. E’ ben per questo che la legge italiana prevede al di sopra di tutto dai progettisti l’applicazione della regola d’arte.
Forse è il caso di approfondire l’aspetto, che abbiamo richiamato e che ha una rilevanza non trascurabile ( anche economico ) sullo svolgimento in sicurezza di tali anche importanti manifestazioni, fornendo un criterio di giudizio univoco ai progettisti come alle Commissioni di Vigilanza provinciali e comunali che su tali questioni sono chiamate ad esprimersi.
domenica 25 luglio 2010
lunedì 10 maggio 2010
Le nuove Norme CEI 61439 ( AS e ANS )
Sono di recente pubblicazione le norme CEI 61439, pronte a sostituire lenorme CEI 60439.
Sembra abbandonata finalmente la distinzione tra quadri AS e ANS, costituenti un fondamento della norma oggi in sostituzione, che avevamo, nella pagine della rivista Progetto Elettrico della Casa Editrice Bema, criticato tanti anno or sono, dandone secodo il nostro punto di vista ampia giustificazione.
La regola d'arte sembra cambiare e sembra presentare delle discontinuità nelle sue regole.
Non è così ? Sono le norme tecniche a presentare delle discontinuità ?
Sembra abbandonata finalmente la distinzione tra quadri AS e ANS, costituenti un fondamento della norma oggi in sostituzione, che avevamo, nella pagine della rivista Progetto Elettrico della Casa Editrice Bema, criticato tanti anno or sono, dandone secodo il nostro punto di vista ampia giustificazione.
La regola d'arte sembra cambiare e sembra presentare delle discontinuità nelle sue regole.
Non è così ? Sono le norme tecniche a presentare delle discontinuità ?
giovedì 17 dicembre 2009
Le norme CEI e la sicurezza delle persone e delle cose
Nelle norme CEI troviamo indistintamente le prescrizioni relative alla sicurezza delle persone insieme a quelle relative alla conservazione dei beni, alle prestazioni e alla funzionalità degli impianti elettrici e dei componenti elettrici.
Il mancato rispetto dei contenuti delle norme CEI è soggetto pertanto a ben diverse valutazioni a seconda dei disposti non osservati. Tale mancato rispetto delle norme CEI non si configura pertanto sempre con la presenza di inadeguati apprestamenti di difesa della salute delle persone, come invece spesso più o meno consapevolmente si lascia intendere. Questo aspetto non è tenuto in debito conto ogniqualvolta si esamina /controlla un impianto elettrico o una apparecchiatura elettrica. Ad un tale comportamento possono conseguire importanti errori di valutazione in termini di attribuzione di responsabilità e di obblighi, in quanto si può attribuire valenza di sicurezza ad aspetti che invece ad essa non sono direttamente legati, ma attengono invece alle prestazioni, alla funzionalità, alla convenienza, cioè a caratteristiche riferibili di massima alle clausole contrattuali dei rapporti.
Si chiede pertanto ai competenti organi statali di invitare il Comitato Elettrotecnico Italiano a distinguere nei documenti pubblicati e da pubblicare quali articoli/disposti riguardano la sicurezza e quanti invece ad altri aspetti.
Il mancato rispetto dei contenuti delle norme CEI è soggetto pertanto a ben diverse valutazioni a seconda dei disposti non osservati. Tale mancato rispetto delle norme CEI non si configura pertanto sempre con la presenza di inadeguati apprestamenti di difesa della salute delle persone, come invece spesso più o meno consapevolmente si lascia intendere. Questo aspetto non è tenuto in debito conto ogniqualvolta si esamina /controlla un impianto elettrico o una apparecchiatura elettrica. Ad un tale comportamento possono conseguire importanti errori di valutazione in termini di attribuzione di responsabilità e di obblighi, in quanto si può attribuire valenza di sicurezza ad aspetti che invece ad essa non sono direttamente legati, ma attengono invece alle prestazioni, alla funzionalità, alla convenienza, cioè a caratteristiche riferibili di massima alle clausole contrattuali dei rapporti.
Si chiede pertanto ai competenti organi statali di invitare il Comitato Elettrotecnico Italiano a distinguere nei documenti pubblicati e da pubblicare quali articoli/disposti riguardano la sicurezza e quanti invece ad altri aspetti.
lunedì 2 novembre 2009
NORMA CEI 81-10/2 IMPROPONIBILE
In questo stesso "BLOG DELL'ING. TEDESCHI GIANCARLO" nei post del 9 dicembre 2008, dell'1 e del 20 novembre 2008 abbiamo affermato che l'impianto di verifica proposto dalla norma CEI 81-10/2 sulla necessità del parafulmine è inconsistente.
Informiamo gli interessati ad un eventuale approfondimento/verifica che un dettagliato articolo in proposito è stato pubblicato sul numero 14 di quest'anno della rivista Il Giornale dell'Installatore Elettrico ( Reed Business InfomationEditore - MI ). A distanza di più di un anno dalla sua stesura l'articolo forse meriterebbe da parte nostra qualche dovuto ritocco, ma la sostanza dell'approccio e i risultati sono inconfutabili !
Sollecitiamo un dibattito di approfondimento.
Informiamo gli interessati ad un eventuale approfondimento/verifica che un dettagliato articolo in proposito è stato pubblicato sul numero 14 di quest'anno della rivista Il Giornale dell'Installatore Elettrico ( Reed Business InfomationEditore - MI ). A distanza di più di un anno dalla sua stesura l'articolo forse meriterebbe da parte nostra qualche dovuto ritocco, ma la sostanza dell'approccio e i risultati sono inconfutabili !
Sollecitiamo un dibattito di approfondimento.
lunedì 19 ottobre 2009
GUIDA CEI 17-97/1 - Selettività delle protezioni. Quale consenso?
GUIDA CEI 17-97/1 – Selettività delle protezioni. Quale consenso ?
Già nel 2008 è avvenuta la pubblicazione della Guida CEI 17-97/1 per la scelta delle protezioni contro il cortocircuito negli impianti industriali a bassa tensione a partire dalle caratteristiche nominali di cortocircuito. Oggi viene posto in inchiesta pubblica il testo originale inglese della parte seconda, che tratta la selettivita' nelle condizioni di sovracorrente tra dispositivi di apparecchiature di manovra e di comando a bassa tensione. Come già la prima parte, anche la seconda parte riprende le definizioni dei termini applicabili. Questa inoltre fornisce esempi di verifica della selettivita' con lo scopo di : a) evitare distacchi di alimentazione non dovuti a cattiva progettazione con costi impropri; indicare soluzioni piu' economiche di ridotta selettivita', quando giustificato.
Abbiamo colto con molto interesse il passo compiuto dal CEI di voler proporre in inchiesta pubblica il nuovo documento non per un mese, come forse dovuto, ma per ben due mesi. Infatti così ho letto:
"Visto l'interesse con cui era stato accolto il progetto in inchiesta pubblica della parte prima, che aveva ricevuto interessanti osservazioni poi recepite nella pubblicazione ufficiale CEI, anche questa parte seconda rimane disponibile sul sito CEI per un periodo di due mesi, in modo che ne sia possibile la lettura dal maggior numero possibile di interessati."
Mentre ci complimentiamo con il CEI per la felice iniziativa, non possiamo non ricordare che se veramente il CEI avesse a cuore o meglio volesse dimostrare di avere a cuore il contributo di un commento del maggior numero possibile di interessati ad un licenziamento partecipato del testo definitivo della guida, lo stesso si dovrebbe sforzare : a) di presentare al pubblico nazionale il testo tradotto in italiano, b) di consentire agli interessati ad un commento di stampare i documenti, in quanto a tutti sicuramente non possono sfuggire le difficoltà che si incontrano ad intervenire con delle note a margine sui documenti disponibili solo a video.
Solo un simile atteggiamento del CEI testimonierebbe una sua vera apertura al consenso e alla trasparenza nella conduzione del processo di sintesi dei contenuti normativi, rispondendo così alla sua natura istitutiva.
Già nel 2008 è avvenuta la pubblicazione della Guida CEI 17-97/1 per la scelta delle protezioni contro il cortocircuito negli impianti industriali a bassa tensione a partire dalle caratteristiche nominali di cortocircuito. Oggi viene posto in inchiesta pubblica il testo originale inglese della parte seconda, che tratta la selettivita' nelle condizioni di sovracorrente tra dispositivi di apparecchiature di manovra e di comando a bassa tensione. Come già la prima parte, anche la seconda parte riprende le definizioni dei termini applicabili. Questa inoltre fornisce esempi di verifica della selettivita' con lo scopo di : a) evitare distacchi di alimentazione non dovuti a cattiva progettazione con costi impropri; indicare soluzioni piu' economiche di ridotta selettivita', quando giustificato.
Abbiamo colto con molto interesse il passo compiuto dal CEI di voler proporre in inchiesta pubblica il nuovo documento non per un mese, come forse dovuto, ma per ben due mesi. Infatti così ho letto:
"Visto l'interesse con cui era stato accolto il progetto in inchiesta pubblica della parte prima, che aveva ricevuto interessanti osservazioni poi recepite nella pubblicazione ufficiale CEI, anche questa parte seconda rimane disponibile sul sito CEI per un periodo di due mesi, in modo che ne sia possibile la lettura dal maggior numero possibile di interessati."
Mentre ci complimentiamo con il CEI per la felice iniziativa, non possiamo non ricordare che se veramente il CEI avesse a cuore o meglio volesse dimostrare di avere a cuore il contributo di un commento del maggior numero possibile di interessati ad un licenziamento partecipato del testo definitivo della guida, lo stesso si dovrebbe sforzare : a) di presentare al pubblico nazionale il testo tradotto in italiano, b) di consentire agli interessati ad un commento di stampare i documenti, in quanto a tutti sicuramente non possono sfuggire le difficoltà che si incontrano ad intervenire con delle note a margine sui documenti disponibili solo a video.
Solo un simile atteggiamento del CEI testimonierebbe una sua vera apertura al consenso e alla trasparenza nella conduzione del processo di sintesi dei contenuti normativi, rispondendo così alla sua natura istitutiva.
venerdì 9 ottobre 2009
Commenti alla norma CEI 0-15
Ho sostenuto con validi argomenti più volte che si ha la sensazione, quasi la certezza, che alcuni costosi documenti pubblicati dal CEI siano stilati da una unica persona e che non subiscano revisione alcuna da parte di altri esperti prima delle loro pubblicazione.
Ho dovuto procurarmi e leggere per lavoro la costosa norma CEI 0-15, Manutenzione delle cabine elettriche MT/BT dei clienti finali/utenti. Nella prefazione ho notato due errori. Si sa che gli errori possono sfuggire a tutti e siamo i primi a commetterli. Per questo nel mio studio i documenti da licenziare vengono di solito sempre letti da una seconda persona, proprio per evitare che errori banali possano sfuggire. Sembra però di notare, e non è come ho già detto la prima volta, che documenti del CEI siano pubblicati senza che una seconda persona li legga e li corregga. Non può essere infatti che un tecnico di normali capacità e competenze non si avveda che nelle prime sei righe della prefazione sono presenti ben due errori.
Ecco il testo della prefazione: " La presente Norma è stata preparata per prevenire guasti nelle cabine MT/BT dei clienti/utenti finali che potrebbero essersi determinati, per carenza o assenza di adeguata manutenzione, alle apparecchiature e ai componenti dei relativi impianti elettrici ed agli edifici che li ospitano. Si premette, inoltre, che le cabine elettriche considerate nella presente Norma sono quelle costruite secondo la regola dell’arte, ovvero secondo le Norme CEI pertinenti ed in vigore all’epoca della loro costruzione."
Ecco gli errori. La ‘consecutio temporum’ del primo periodo è errata, se non inappropriata. Il secondo grave errore, in cui i normatori nella stesura di altri documenti sono già incorsi, è quello di confondere o meglio di considerare equivalente la regola d’arte alle norme CEI, quando si sa, perché la legge 186/68 esplicitamente lo dichiara, che la regola d’arte è nettamente superiore alle norme tecniche del CEI.
Un terzo errore sarebbe quello di attribuire un alone di divinità alle norme tecniche, tanto da scriverne il nome con la lettera maiuscola. Non credo che all’estero si faccia niente del genere e che ciò giovi ad acuire lo spirito critico dei tecnici, invece auspicabile.
Se ne avremo il tempo commenteremo in futuro anche altri passi della norma.
Ho dovuto procurarmi e leggere per lavoro la costosa norma CEI 0-15, Manutenzione delle cabine elettriche MT/BT dei clienti finali/utenti. Nella prefazione ho notato due errori. Si sa che gli errori possono sfuggire a tutti e siamo i primi a commetterli. Per questo nel mio studio i documenti da licenziare vengono di solito sempre letti da una seconda persona, proprio per evitare che errori banali possano sfuggire. Sembra però di notare, e non è come ho già detto la prima volta, che documenti del CEI siano pubblicati senza che una seconda persona li legga e li corregga. Non può essere infatti che un tecnico di normali capacità e competenze non si avveda che nelle prime sei righe della prefazione sono presenti ben due errori.
Ecco il testo della prefazione: " La presente Norma è stata preparata per prevenire guasti nelle cabine MT/BT dei clienti/utenti finali che potrebbero essersi determinati, per carenza o assenza di adeguata manutenzione, alle apparecchiature e ai componenti dei relativi impianti elettrici ed agli edifici che li ospitano. Si premette, inoltre, che le cabine elettriche considerate nella presente Norma sono quelle costruite secondo la regola dell’arte, ovvero secondo le Norme CEI pertinenti ed in vigore all’epoca della loro costruzione."
Ecco gli errori. La ‘consecutio temporum’ del primo periodo è errata, se non inappropriata. Il secondo grave errore, in cui i normatori nella stesura di altri documenti sono già incorsi, è quello di confondere o meglio di considerare equivalente la regola d’arte alle norme CEI, quando si sa, perché la legge 186/68 esplicitamente lo dichiara, che la regola d’arte è nettamente superiore alle norme tecniche del CEI.
Un terzo errore sarebbe quello di attribuire un alone di divinità alle norme tecniche, tanto da scriverne il nome con la lettera maiuscola. Non credo che all’estero si faccia niente del genere e che ciò giovi ad acuire lo spirito critico dei tecnici, invece auspicabile.
Se ne avremo il tempo commenteremo in futuro anche altri passi della norma.
martedì 29 settembre 2009
NUOVA NORMA CEI EN61439, CEI 17-13; QUALE CONSENSO?
Ringraziamo la Bticino per aver organizzato un importante incontro tecnico di aggiornamento a Padova il giorno 29 settembre ’09. Abbiamo ascoltato con particolare interesse la relazione dell’ing. Costantino Passera, presidente del SC17D del CEI, sui contenuti della nuova norma (di prossima pubblicazione ) EN 61439 ( CEI 17-13 ), che tratta dei quadri elettrici di bassa tensione.
A nostra precisa domanda il relatore ha cortesemente confermato che la pubblicazione ufficiale della nuova norma EN 61439 non sarà preceduta dalla pubblicazione del testo sul sito del CEI in inchiesta pubblica, come avviene di regola per le norme e per le guide non armonizzate, cioè per la tipologia di documenti destinata con il tempo a sparire.
Cade, a nostro parere, pertanto per tutti i documenti normativi, il cui recepimento avviene da un contesto europeo (CENELEC) o mondiale (IEC), almeno per noi utilizzatori della norma la possibilità, già di per sè molto compromessa, di intervenire con osservazioni, se appropriate, sulla stesura del testo definitivo.
Pur rendendoci conto delle oggettive difficoltà che si possono incontrare a gestire la prassi in maniera diversa, non possiamo non concludere che più le norme assumono valenza internazionale, nell’indifferenza generale più si perdono i requisiti di trasparenza e di consenso, sui quali si fonda l’autorità e l’autorevolezza del CEI.
A nessuno sfugge il pericolo che i documenti normativi nella loro sostanza più nascosta rispondano in futuro sempre più agli interessi delle società multinazionali che a quelli veri degli utenti.
Ritengo per concludere che sia il caso di intervenire tempestivamente, chiedendo che le procedure in vigore presso il CEI siano modificate per garantire il rispetto delle regole.
A nostra precisa domanda il relatore ha cortesemente confermato che la pubblicazione ufficiale della nuova norma EN 61439 non sarà preceduta dalla pubblicazione del testo sul sito del CEI in inchiesta pubblica, come avviene di regola per le norme e per le guide non armonizzate, cioè per la tipologia di documenti destinata con il tempo a sparire.
Cade, a nostro parere, pertanto per tutti i documenti normativi, il cui recepimento avviene da un contesto europeo (CENELEC) o mondiale (IEC), almeno per noi utilizzatori della norma la possibilità, già di per sè molto compromessa, di intervenire con osservazioni, se appropriate, sulla stesura del testo definitivo.
Pur rendendoci conto delle oggettive difficoltà che si possono incontrare a gestire la prassi in maniera diversa, non possiamo non concludere che più le norme assumono valenza internazionale, nell’indifferenza generale più si perdono i requisiti di trasparenza e di consenso, sui quali si fonda l’autorità e l’autorevolezza del CEI.
A nessuno sfugge il pericolo che i documenti normativi nella loro sostanza più nascosta rispondano in futuro sempre più agli interessi delle società multinazionali che a quelli veri degli utenti.
Ritengo per concludere che sia il caso di intervenire tempestivamente, chiedendo che le procedure in vigore presso il CEI siano modificate per garantire il rispetto delle regole.
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