Per chi segue le mie note molto critiche sulle modalità di calcolo proposto dalla norma tecnica CEI 64-8 del baricentro dei carichi elettrici, che assicura la maggior riduzione delle perdite di distribuzione nei circuiti che alimentano i quadri secondari, aggiungo una osservazione quantitativa, spero interessante, a quanto già esposto.
Ho simulato un semplice impianto che vede nel piano cartesiano un primo quadro
secondario in A (x = 0 ,y = 50 m, IB =52,8 A, S = 10 mm2 ), un secondo quadro
secondario in B (x= 50 ,y = -50 m, IB =52,8 A , S= 10 mm2) e un terzo quadro
secondario in C (x= 100, y= 0 m, IB =115,2 A, S= 35 mm2). Tra la posizione
calcolata secondo le perentorie indicazioni raccomandate nell’Allegato A della
norma CEI 64-8/8 (XB1) e quella calcolata secondo criteri tecnici/scolastici
appropriati (XB2) risulta a me una distanza, non certo trascurabile, pari a
circa 12 m. L’errore non è accettabile soprattutto per chi sulla base di altre
contingenze deve decidere l'effettiva collocazione finale del quadro
principale, con la possibilità di introdurre così un necessario ulteriore scostamento
oltre a quello, non da poco, che la norma in qualche misura per motivi tutti da
scoprire risulterebbe nascondere.
Non mancheranno altre osservazioni.