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giovedì 2 aprile 2026

NON SEMPRE SE LA Icc PRESUNTA E' INFERIORE A 10 kA PER IL QUADRO NON SERVE LA PROVA DI TENUTA AL CORTOCICRCUITO

 Pare che secondo la norma tecnica applicabile un quadro elettrico non provato al cortocircuito possa essere installato

a)    quando la corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione è minore di 10 kA, 

oppure

b)    quando ha in ingresso un dispositivo di protezione che limita a 17 kA la corrente di picco in corrispondenza del suo potere di interruzione o in corrispondenza della corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione,

oppure

c)     quando è installato a monte del quadro un dispositivo di protezione in grado di limitare a 17 kA la corrente di picco della corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione.

A me sembra errata questa formulazione in quanto le due condizioni a) e b) o a) e c) devono essere soddisfatte contemporaneamente. Almeno se vogliamo dare una giustificazione tecnica alla disposizione normativa. Ciò in quanto spesso non vale la regola che, quando la corrente di cortocircuito è pari a 10 kA, la corrente di picco corrispondente è inferiore a 17 kA. Ciò è vero solo se il fattore  della corrente di cortocircuito è inferiore o uguale a 0,5. Ricordo che 0,5 è il valore del fattore di potenza convenzionale con cui vengono testati gli interruttori automatici di protezione per determinarne il potere di interruzione per la classe di potere di interruzione fino a 10 kA. La realtà impiantistica non rispetta certo questa convenzione.

E’ significativo al fine di dare ragione alla mia non trascurabile affermazione esaminare con attenzione il caso descritto nell’allegato C della guida CEI 121-5 in vigore. Esso descrive un quadro con In pari a 630 A, per il quale la guida non prevede, a mio avviso erroneamente, la necessità di eseguire le prove di corto circuito. Faremo questo esame prossimamente e dimostreremo come l'esempio possa risultare fuorviante per gli utenti della norma e della guida.


domenica 17 maggio 2015

CEI, progetto C 1133, “Guida alla normativa applicabile ai quadri elettrici di bassa tensione e riferimenti legislativi”.

Si sono conclusi i lavori del Gruppo di Lavoro “Guida alla normativa applicabile ai quadri elettrici di bassa tensione e riferimenti legislativi” ( progetto C1133 ).
Su mia richiesta mi è stato cortesemente concesso ( e ringrazio ) di partecipare agli ultimi tre incontri del Gruppo di Lavoro incaricato di redigere il documento.
Ritengo molto interessante l'esperienza. Purtroppo temo che per quanto riguarda i risultati dei miei interventi le attese saranno deluse.
Ringrazio il Collegio degli Ingegneri di Padova che mi ha dato mandato di esprimermi a suo nome in occasione dell'ultimo incontro avvenuto a Milano il 14 maggio 2015.
Mi impegno a dare in seguito relazione più puntuale della mia esperienza, ma fin d'ora desidero far osservare che la presenza dei progettisti e installatori di impianti elettrici, come di costruttori di quadri di grosse dimensioni è molto debole all'interno dei comitati e che questo non giova all'orientamento di base, cui i documenti pubblicati, in particolare le guide, si ispirano.

domenica 1 marzo 2015

Inchiesta pubblica della nuova Guida del CEI sull'applicazione delle norme CEI EN 61439 -1 e CEI EN 61439-2

All'indirizzo  tedeschigiancarlo.blogspot.com si legge un commento molto critico al testo dell'allegato E della nuova Guida del CEI, in fase di inchiesta pubblica, sull'applicazione delle norme CEI EN 61439 -1 e CEI EN 61439-2 sui quadri elettrici.

domenica 26 giugno 2011

Quadri elettrici - Sovraccarico delle apparecchiature elettriche - Norma CEI 17-13

La norma Norma Cei 17-13 non sembra considerare la protezione dei quadri elettrici dal sovraccarico. Un altro buco normativo ?

Tanti anni fa ad un incontro tecnico tenutosi, se non ricordo male dalle parti di Treviso, proposi all’ing. Scarioni del CESI, che mi pare detenesse già allora un ruolo primario nel Comitato Tecnico 17- Grossa Apparecchiatura, il seguente quesito: “I quadri elettrici sono componenti elettrici; come dovremmo comportarci per garantirne la protezione dal raggiungimento di possibili sovratemperature non accettabili.”
Sempre se non ricordo male e per quanto ricordo la risposta fu la seguente: ha ragione ! bella domanda; in effetti la norma non si esprime in proposito!
A distanza di forse ben qualche lustro, mi pare che le cose non siano cambiate.
Da tecnico che da molti anni si occupa di impianti elettrici e regole di progettazione e che cerca di capire quello che progetta, mi permetto di formulare a chi conta e a chi ne sa di più, la seguente domanda: “Come mai la norma si preoccupa di garantire la protezione ad esempio dei cavi e non si preoccupa di fare lo stesso con i quadri; si sa infatti che anche i quadri elettrici sono pericolosi.”
Un altro buco normativo segnalato e conosciuto in questioni di sicurezza ? Come può accadere ?
Per i più appassionati/volonterosi mi riprometto di far seguire ulteriori osservazioni.
Mi aspetto però anche qualche osservazione, qualche suggerimento e perché no qualche risposta in positivo da quanti mi leggono.