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martedì 27 aprile 2021

ANCORA SULLA SCELTA DEGLI INTERRUTTORI A VALLE DEI TRASFORMATORI MT/BT ( a regola d'arte ! )

 Ogni possibile aggancio con il problema del cosfi viene accuratamente evitato. Ad esempio consideriamo il quaderno ABB dal titolo “Cabine MT/BT: teoria ed esempi di calcolo di cortocircuito” e l’esempio svolto a pag. 14.

Si svolge il calcolo della corrente di cortocircuito a valle di un trasformatore con Pn pari a 400 kVA.  

A pensar male si può pensare che per non incorrere nel fatto di dover ammettere che è diffusa e concreta la possibilità di imbattersi nella situazione imbarazzante, per cui il cosfi per cui sono abilitati gli interruttori in quanto a potere di interruzione, non copre anche i casi più comuni come quello presentato, si attribuisce al trasformatore una caratteristica speciale senza dichiararlo.

Le perdite nel rame sono dichiarate pari al 3%. Tale valore incide proporzionalmente sul valore del cosfi della corrente di cortocircuito.

I trasformatori in olio presentano però in genere perdite pari a 1,35 % se a perdite normali e pari a 1,07 se a perdite ridotte.

Se si fossero adottati i normali valori di perdite il cosfi della corrente di cortocircuito, valutata in circa 15 kA, a macchina calda sarebbe risultato circa 0,35 nel caso di perdite normali e pari a 0,29 nel caso di perdite ridotte. Nel secondo caso essendo gli interruttori con poteri di interruzione compresi tra 10 e 20 kA abilitati per cosfi pari a 0,3 e non inferiori, non potrebbero essere adottati.

A impianto freddo il fenomeno è esaltato ed entrambe le situazioni diventano non accettabili dal punto di vista che abbiamo considerato.

Le cose peggiorano nel caso si considerino trasformatori rispondenti per classi di efficienza alla più recente norma CEI EN 50588-1.

Per i trasformatori in resina le cose peggiorano in quanto le perdite nel rame aumentano di poco, mentre la tensione di cortocircuito aumenta del 50 %.

Si dovrebbe ricorrere pertanto all’adozione di interruttori con prestazioni superiori a quelli che ordinariamente ammissibili.

Possibilità che a scapito della sicurezza non si vuol ancor oggi introdurre e la norma CEI non ci aiuta.  

In capo a chi la responsabilità di una scelta errata che pare accettata anche dalla norma ?

giovedì 18 ottobre 2012

Norma CEI EN 61439, CEI 17-13, guasto con arco pericoloso e trascurato

Ho ricevuto da amici dalla Spagna il link che qui richiamo :  http://youtu.be/qKcPomZCXJw .
Le immagini sono impressionanti.
Ho pensato che alcuni aspetti legati al fenomeno rappresentato nelle immagini sono poco considerati nel nostro ambiente : manovre, manutenzione, approfondimenti su riviste e normativa tecnica.
Negli anni passati ho scritto un articolo sul calcolo delle correnti di guasto con arco a terra in bassa tensione, che non mi pare abbia avuto seguito. Se non erro il mio articolo è apparso sulla rivista Progetto Elettrico, forse allora diretta dal collega ing. L. Maccapanni. Qualche indicazione in qualche misura legata alle conseguenze del calcolo (  mi pare di ricordare ) è stata pubblicata sulla autorevole rivista Tuttonormel ( direttore prof. Vito Carrescia ) a firma dell'ing. Mitolo, che lavora/lavorava presso uno studio di progettazione negli Stati Uniti.
Il calcolo delle correnti di guasto con arco costituisce un passo importante e necessario per una corretta valutazione dell'entità delle potenze/energie in gioco e per la scelta avveduta delle caratteristiche dell'abbigliamento da usarsi dagli addetti.
Auspico che il CEI, le riviste e i costruttori promuovano iniziative volte a dare rilievo al fenomeno sopra richiamato e un po' troppo trascurato.

domenica 26 giugno 2011

Quadri elettrici - Sovraccarico delle apparecchiature elettriche - Norma CEI 17-13

La norma Norma Cei 17-13 non sembra considerare la protezione dei quadri elettrici dal sovraccarico. Un altro buco normativo ?

Tanti anni fa ad un incontro tecnico tenutosi, se non ricordo male dalle parti di Treviso, proposi all’ing. Scarioni del CESI, che mi pare detenesse già allora un ruolo primario nel Comitato Tecnico 17- Grossa Apparecchiatura, il seguente quesito: “I quadri elettrici sono componenti elettrici; come dovremmo comportarci per garantirne la protezione dal raggiungimento di possibili sovratemperature non accettabili.”
Sempre se non ricordo male e per quanto ricordo la risposta fu la seguente: ha ragione ! bella domanda; in effetti la norma non si esprime in proposito!
A distanza di forse ben qualche lustro, mi pare che le cose non siano cambiate.
Da tecnico che da molti anni si occupa di impianti elettrici e regole di progettazione e che cerca di capire quello che progetta, mi permetto di formulare a chi conta e a chi ne sa di più, la seguente domanda: “Come mai la norma si preoccupa di garantire la protezione ad esempio dei cavi e non si preoccupa di fare lo stesso con i quadri; si sa infatti che anche i quadri elettrici sono pericolosi.”
Un altro buco normativo segnalato e conosciuto in questioni di sicurezza ? Come può accadere ?
Per i più appassionati/volonterosi mi riprometto di far seguire ulteriori osservazioni.
Mi aspetto però anche qualche osservazione, qualche suggerimento e perché no qualche risposta in positivo da quanti mi leggono.

lunedì 4 aprile 2011

Coesistenza di cavi solari e di energia. Quale portata?

Capita di dover esaminare impianti, in cui nella stessa canala chiusa coesistono cavi di energia ( ad es. FG7 ) e cavi solari.
Il problema che si pone per il dimensionamento di simili condutture non è di facile soluzione, per le condizioni al contorno tutte speciali che in genere sussistono. I cavi infatti sono proposti nei cataloghi con portate riferite a temperature ambiente e di funzionamento molto diverse. 30°C e 90°C per l'isolante G7 come temperatura ambiente e temperatura di funzionamento, 60°C e 120°C per i cavi solari: temperature molto, molto diverse !!
Per quanto mi risulta la Guida CEI 82-25 non ci è d'aiuto, come purtroppo spesso capita. Non mi pare infatti che in essa ci sia anche un solo cenno al problema ( non dico alla soluzione !! ). Nel progettare e collaudare gli impianti ce la dobbiamo quindi cavare da soli, applicando la regola d'arte.
Quali regole dobbiamo seguire? A me sembra di intravedere il sussistere di qualche difficoltà/novità.
Speriamo che anche gli esperti del settore leggendoci ci vengano in aiuto presto.
Aspettiamo contributi.