Ringraziamo la Bticino per aver organizzato un importante incontro tecnico di aggiornamento a Padova il giorno 29 settembre ’09. Abbiamo ascoltato con particolare interesse la relazione dell’ing. Costantino Passera, presidente del SC17D del CEI, sui contenuti della nuova norma (di prossima pubblicazione ) EN 61439 ( CEI 17-13 ), che tratta dei quadri elettrici di bassa tensione.
A nostra precisa domanda il relatore ha cortesemente confermato che la pubblicazione ufficiale della nuova norma EN 61439 non sarà preceduta dalla pubblicazione del testo sul sito del CEI in inchiesta pubblica, come avviene di regola per le norme e per le guide non armonizzate, cioè per la tipologia di documenti destinata con il tempo a sparire.
Cade, a nostro parere, pertanto per tutti i documenti normativi, il cui recepimento avviene da un contesto europeo (CENELEC) o mondiale (IEC), almeno per noi utilizzatori della norma la possibilità, già di per sè molto compromessa, di intervenire con osservazioni, se appropriate, sulla stesura del testo definitivo.
Pur rendendoci conto delle oggettive difficoltà che si possono incontrare a gestire la prassi in maniera diversa, non possiamo non concludere che più le norme assumono valenza internazionale, nell’indifferenza generale più si perdono i requisiti di trasparenza e di consenso, sui quali si fonda l’autorità e l’autorevolezza del CEI.
A nessuno sfugge il pericolo che i documenti normativi nella loro sostanza più nascosta rispondano in futuro sempre più agli interessi delle società multinazionali che a quelli veri degli utenti.
Ritengo per concludere che sia il caso di intervenire tempestivamente, chiedendo che le procedure in vigore presso il CEI siano modificate per garantire il rispetto delle regole.
martedì 29 settembre 2009
lunedì 31 agosto 2009
UN ERRORE NELLA NORMA CEI 11-35 ? Norme CEI e regola d'arte
UN ERRORE NELLA GUIDA CEI 11-35 ?
Se ho ragione l’indicazione di una sezione pari 28 mmq, che la guida CEI 11-35, Guida all'esecuzione delle cabine elettriche d'utente, a pag. 52 della prima edizione, propone sufficiente per la tenuta al corto circuito del cavo di alimentazione di un trasformatore a valle dell’interruttore generale di una cabina di trasformazione MT/BT, può risultare invece non appropriata, quindi non a regola d’arte e anche pericolosa.
Saremmo di fronte ad un esempio di impianto progettato secondo una regola dedotta da una norma CEI vigente, ma non a regola d’arte. Infatti non è sufficiente progettare secondo le norme CEI, per definire tale attività a regola d’arte, se una dovuta e quasi banale considerazione sulle ipotesi di lavoro non consente l’applicazione della regola proposta, pur anche se da fonte autorevole.
La verifica eseguita dalla norma CEI 11-35 non tiene conto infatti che l’energia dissipata va calcolata tenendo conto anche del transitorio della corrente di guasto, il cui contributo visti i modesti tempi da considerare ( 100 ms ) e il basso valore del cosfi ( 0,1 ) della rete, che alimenta il guasto, non risulta trascurabile.
C’è da chiedersi come sia possibile che gravi errori possano trovare spazio presso importanti documenti normativi. La risposta è semplice, ma, non so perché, tutti hanno timore di darla.
Se ho ragione l’indicazione di una sezione pari 28 mmq, che la guida CEI 11-35, Guida all'esecuzione delle cabine elettriche d'utente, a pag. 52 della prima edizione, propone sufficiente per la tenuta al corto circuito del cavo di alimentazione di un trasformatore a valle dell’interruttore generale di una cabina di trasformazione MT/BT, può risultare invece non appropriata, quindi non a regola d’arte e anche pericolosa.
Saremmo di fronte ad un esempio di impianto progettato secondo una regola dedotta da una norma CEI vigente, ma non a regola d’arte. Infatti non è sufficiente progettare secondo le norme CEI, per definire tale attività a regola d’arte, se una dovuta e quasi banale considerazione sulle ipotesi di lavoro non consente l’applicazione della regola proposta, pur anche se da fonte autorevole.
La verifica eseguita dalla norma CEI 11-35 non tiene conto infatti che l’energia dissipata va calcolata tenendo conto anche del transitorio della corrente di guasto, il cui contributo visti i modesti tempi da considerare ( 100 ms ) e il basso valore del cosfi ( 0,1 ) della rete, che alimenta il guasto, non risulta trascurabile.
C’è da chiedersi come sia possibile che gravi errori possano trovare spazio presso importanti documenti normativi. La risposta è semplice, ma, non so perché, tutti hanno timore di darla.
venerdì 1 maggio 2009
PROTEZIONE CONTRO LE SOVRATENSIONI, A CHI L'ONERE? norma CEI 64-8
Nel progetto di norma del Comitato Elettrotecnico Italiano C 999 ( norma CEI 64-8 ) si orienta il mercato a scaricare sugli utenti i costi della protezione degli impianti elettrici contro le sovratensioni dovute ai fulmini ( Allegato A, primo capoverso ).
Qualche anno fa l’Enel fu condannata presso un tribunale della nostra repubblica per non aver adeguatamente protetto dai fulmini la linea di alimentazione di una utenza, che per tal motivo fu vittima di un incendio.
Domanda: ma chi le fa le norme tecniche, forse l’Enel ?
Qualche anno fa l’Enel fu condannata presso un tribunale della nostra repubblica per non aver adeguatamente protetto dai fulmini la linea di alimentazione di una utenza, che per tal motivo fu vittima di un incendio.
Domanda: ma chi le fa le norme tecniche, forse l’Enel ?
lunedì 27 aprile 2009
INCONTRO TECNICO CON IL CONTRIBUTO DI DEHN ITALIA NORMA CEI 81-10 e VARANTE V1
Avrà luogo il pomeriggio del 21 maggio 2009 presso la sede dell'Ordine degli Ingegneri della provincia di Padova, organizzato dal Gruppo Elettrico del Collegio degli Ingegneri di Padova un incontro tecnico sulla norma CEI 81-10 a qualche anno dalla sua pubblicazione, sulla importante corrispondente variante V1(2008 ) e sul progetto di norma CEI 64-8 relativo alla protezione contro le sovratensioni atmosferiche attualmente in inchiesta pubblica.
sabato 11 aprile 2009
NORMA CEI 64-8, PROTEZIONE CONTRO LE SOVRATENSIONI, n. 2
Con il progetto C 999 relativo alla norma italiana CEI 64-8 presentato in inchiesta pubblica con scadenza 30 settembre 2008 nella parte 4, che tratta le prescrizioni della sicurezza, si dà corpo alla sezione, la 443, dedicata alla protezione degli impianti elettrici contro le sovratensioni di origine atmosferica o dovute a manovre". Esso segue la pubblicazione di un documento CENELEC HD 60364-4-443.
Le nuove disposizioni si occupano praticamente solo delle sovratensioni transitorie trasmesse dal sistema di alimentazione elettrica.
Ad una prima lettura si nota con un certo sconcerto che, mentre la norma CEI 81-10 considera come utile ai fini di trasferire sovratensioni pericolose all’impianto in esame il tratto di linea esterna fino "al primo nodo" che si incontra, la nuova norma ( CEI 64-8 ) non richiama più questa precisazione e rimanda ad un nuovo criterio la determinazione della necessità di dover provvedere o meno all’installazione della protezione, cioè degli SPD. Il nuovo criterio è definito "convenzionale" e relativo "al caso peggiore".
La situazione a nostro avviso si sta complicando moltissimo e comincia a sfuggire di mano il senso di quanto si va a prescrivere, che già con la norma vigente CEI 81-10 appariva spesso poco chiaro. Certamente tanti sono i dubbi e le domande che il nuovo testo suggerisce. Nell’immediato si chiede come mai è sparito il richiamo alla presenza del "primo nodo" della linea di alimentazione a limitare la valutazione del rischio?
Le nuove disposizioni si occupano praticamente solo delle sovratensioni transitorie trasmesse dal sistema di alimentazione elettrica.
Ad una prima lettura si nota con un certo sconcerto che, mentre la norma CEI 81-10 considera come utile ai fini di trasferire sovratensioni pericolose all’impianto in esame il tratto di linea esterna fino "al primo nodo" che si incontra, la nuova norma ( CEI 64-8 ) non richiama più questa precisazione e rimanda ad un nuovo criterio la determinazione della necessità di dover provvedere o meno all’installazione della protezione, cioè degli SPD. Il nuovo criterio è definito "convenzionale" e relativo "al caso peggiore".
La situazione a nostro avviso si sta complicando moltissimo e comincia a sfuggire di mano il senso di quanto si va a prescrivere, che già con la norma vigente CEI 81-10 appariva spesso poco chiaro. Certamente tanti sono i dubbi e le domande che il nuovo testo suggerisce. Nell’immediato si chiede come mai è sparito il richiamo alla presenza del "primo nodo" della linea di alimentazione a limitare la valutazione del rischio?
venerdì 10 aprile 2009
NORMA CEI 64-8, PROTEZIONE CONTRO LE SOVRATENSIONI, n. 1
Con il progetto C 999 relativo alla norma italiana CEI 64-8 presentato in inchiesta pubblica con scadenza 30 settembre 2008 nella parte 4, che tratta le prescrizioni della sicurezza, si dà corpo alla sezione, la 443, dedicata alla protezione degli impianti elettrici contro le sovratensioni di origine atmosferica o dovute a manovre, prima solo "allo studio". Esso segue la pubblicazione di un documento CENELEC. Il documento per la parte che tratta l’argomento delle sovratensioni sembra occuparsi solo di quelle trasmesse da un sistema di alimentazione elettrica e di quelle di manovra e non di quelle dovute a fulminazioni dirette o che accadono nelle vicinanze.
Abbiamo scorso le 25 pagine del progetto che trattano l’argomento e abbiamo ricavato l’impressione che si prospetti una netta sovrapposizione tra i suoi contenuti e quelli già presenti nella norma CEI 81-10, che ci prefiggiamo di verificare in un prossimo futuro con attenzione.
La non stampabilità del documento presentato nel sito del CEI e il breve intervallo di tempo, nel quale esso rimane a disposizione degli utenti per un eventuale esame, non promuovono certo la raccolta di commenti e di osservazioni, che a parole ci si prefigge di favorire.
Abbiamo scorso le 25 pagine del progetto che trattano l’argomento e abbiamo ricavato l’impressione che si prospetti una netta sovrapposizione tra i suoi contenuti e quelli già presenti nella norma CEI 81-10, che ci prefiggiamo di verificare in un prossimo futuro con attenzione.
La non stampabilità del documento presentato nel sito del CEI e il breve intervallo di tempo, nel quale esso rimane a disposizione degli utenti per un eventuale esame, non promuovono certo la raccolta di commenti e di osservazioni, che a parole ci si prefigge di favorire.
venerdì 27 febbraio 2009
GUIDA CEI 31-35, nuova Variante all'applicazione della norma CEI EN 60079-10, quanto si cerca il consenso?
Non pare proprio che il CEI, Comitato Elettrtecnico Italiano, voglia facilitare il compito dei volenterosi interessati ad esprimere il proprio parere sui contenuti delle modifiche che si intende apportare al documento già in vigore: Guida all'applicazione della norma CEI EN 60079-10 ( CEI 31-30 ). Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas, vapori e nebbie infiammabili.
Possibile che non ci si renda conto che le scritte a caratteri cubitali "Progetto in inchiesta pubblica" inserite in numero di ben tre per ogni pagina, si sovrappongono al testo del documento rendendolo di non immediata lettura se non, qualche volta, di dubbia lettura, e non aiutano certo lo studioso o comunque il curioso a concentrarsi sul preciso significato di quanto legge e di quanto deve giudicare.
Non basta inserire la scritta una sola volta senza limitare la possibilità di leggere agevolmente il testo da studiare?
Quanto osservo dimostra che al CEI poco importa il consenso di cui ama tanto vantarsi.
Spero in un pronto ravvedimento .
Possibile che non ci si renda conto che le scritte a caratteri cubitali "Progetto in inchiesta pubblica" inserite in numero di ben tre per ogni pagina, si sovrappongono al testo del documento rendendolo di non immediata lettura se non, qualche volta, di dubbia lettura, e non aiutano certo lo studioso o comunque il curioso a concentrarsi sul preciso significato di quanto legge e di quanto deve giudicare.
Non basta inserire la scritta una sola volta senza limitare la possibilità di leggere agevolmente il testo da studiare?
Quanto osservo dimostra che al CEI poco importa il consenso di cui ama tanto vantarsi.
Spero in un pronto ravvedimento .
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