A proposito della proposta, formulata al punto 6.3 di CEI 64-8/8, su come determinare il punto (baricentro dei carichi elettrici) , in cui i progettisti dovrebbero collocare il quadro principale di un impianto elettrico utilizzatore, per alimentare i quadri elettrici secondari al fine di ridurre il più possibile le perdite della distribuzione primaria in bassa tensione, salta agli occhi come la norma al riguardo di un problema di peso e non banale non ponga, errando e incomprensibilmente, in merito alcuna ipotesi di lavoro, proponendo così agli utenti della norma una precisa indicazione senza una qualche giustificazione sul piano tecnico. Posta l’autorevolezza dell’ente proponente ciò non sembra accettabile.
Nel testo normativo si legge che il calcolo del baricentro
dei carichi elettrici viene definito calcolando la media delle distanze del
presunto quadro principale dai quadri secondari pesate ciascuna dalla energia
annua assorbita dal corrispondente quadro secondario considerato.
Le ipotesi non direttamente esplicitate, ma fondanti della precisa perentoria indicazione fornita dalla norma, è che l’energia annua consumata da ogni quadro secondario sia proporzionale alla corrente dallo stesso richiesta e che le perdite relative ad ogni circuito costituente l’impianto di distribuzione siano proporzionali alla predetta corrente richiesta: ad esempio, tripla energia annua consumata, tripla corrente richiesta e tripla perdita joule nel circuito di alimentazione.
Già questa ipotesi fondamentale non è, e non di poco, verificata
nella normale prassi progettuale da riferire ai diversi circuiti indipendenti costituenti l'impianto, che il testo normativo considera.
Ad esempio a me risulta che un carico che assorbe una corrente di 282 A dissipa una potenza per metro di ogni fase del relativo circuito solo del 53 % superiore a quella dissipata da ogni fase di un carico che assorbe una corrente di 94 A, pari a 1/3 di 282 A e non tripla.
La regola fondante del calcolo del baricentro dei carichi proposto dalla norma tecnica che chiede di pesare le distanze dei quadri secondari dal quadro principale con l’energia annua assorbita dai carichi al fine di ridurre le perdite di trasmissione primaria non vale.
Il peso da assegnare alle energie annue assorbite, in condizioni tutte da definire, cui il testo normativo nemmeno accenna, sembra pesantemente da rivedere.
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